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è il silenzio.
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giorgio.diiorio@email.it



Questo è il mio gatto al mattino,appena
sveglio si fa le sue 2000 flessioni!!!!






Non fatelo incazzare altrimenti potrebbe
colpire uno dei vostri punti vitali 
(o punti di pressione) e farvi esplodere
con la consapevolezza che
"vi rimangono pochi secondi di vita"
Quindi fate spazio a
Ken Shiro,
maestro della scuola di Hokuto.

PET SHOP BOYS

I maestri del pop,I Pet Shop Boys
la colonna sonora della mia vita



E il mio maestro mi
insegnò com'è
difficile trovare
l'alba dentro
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Franco Battiato



FORZA NAPOLI

Alcuni dei miei film preferiti
sparsi in ordine sparso...

Gli intoccabili,Dark Water,Il silenzio degli innocenti,
Il Signore degli anelli,Kill Bill,
The elephant man,Big fish,Shining
Full metal jacket,Heat - la sfida,
Profondo Rosso,La promessa,
Il dottor Stranamore,La vita è bella
Million dollar baby,Mystic River,
L'esorcista,E.T.,Lo squalo,Duel,
La sottile linea rossa,Spider,...


Di conseguenza i registi
preferiti...
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David Linch,Jonathan Demme,
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Terence Mallick,David Cronenberg,...



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3 giugno 2006

Recensione Fundamental da Onda Rock

Un'altra recensione su Fundamental tratta dal sito Onda Rock a cura di Marco Bercella.



A un anno dall’uscita del più azzeccato tributo alla loro scuola (ci riferiamo a "The Understanding" degli alter ego norvegesi Röyksopp), e a pochi mesi dal remix di "Sorry" di Madonna, che tuttora spopola nei dancefloor , si torna a parlare dei Pet Shop Boys, ma questa volta in prima persona. E lo si fa a quasi un lustro di distanza dall’ultima collezione d’inediti, parzialmente riempito dall’uscita di un esaustivo Best Of , di una selezione di brani del cuore firmata per la collana "Back To Mine", e dall’ambiziosa riscrittura della colonna sonora de "La Corazzata Potemkin", talmente distante dai noti cliché da essere prudentemente licenziata a nome Tennant/Lowe.
Ben deciso a conquistarsi la palma mainstream per il 2006, l’easy duo delle meraviglie promette faville, suffragate dalla lunga gestazione compositiva e dalla presenza del mago Trevor Horn alla produzione, col suo bel carico di medaglie e la sua maniacale attenzione per il dettaglio.

Va detto che la promessa è mantenuta solo in parte ma, udite, ciò potrebbe persino bastare per fare bingo: "Fundamental", infatti, non lesina certo i riusciti tormentoni che hanno fatto la fortuna del gruppo e, in molti casi, delle nostre frivole orecchie. Frivolezze che, a quanto pare, non toccano questa volta i testi: c’era un tempo in cui la canzone cosiddetta impegnata assumeva i connotati di barbosi (?) sermoni in chiave folk, che ognuno di noi fingeva (?) di apprezzare per non sentirsi "out". I Pet Shop Boys, per buttarla in politica, scelgono invece arie più adatte a Samantha Fox o agli Eight Wonder (corsi e ricorsi) che non ai nipotini di Bob Dylan, il che non li esime dal tirare micidiali bordate di scherno al duo Blair-Bush, ad esempio: della serie, una risata vi seppellirà. Già, perché confrontarsi col singolone "I’m With Stupid" focalizzandoci sui due protagonisti di cui sopra, ha un che di chiarificatore: "Before we ever met/ I thought like everybody did/ You were just a moron/ A billion-dollar kid... Ooh, I'm with stupid...". E se Mister Blair, ascoltandola, decidesse davvero di proporsi come special guest vocale per il prossimo remix? L’idea è interessante, ma di difficile attuazione.

Le novità, su questo versante, non terminano qui. Se il sequencer di "Psychological", che sancisce un mai così stretto punto di contatto fra il sound dei boys e quello più oscuro dei cugini Depeche Mode, sublima le inquietudini dettate dalle tensioni col mondo islamico, è l’epica sparksiana di "Integral" a prendere di mira nuovamente il governo inglese, che ha deciso la prossima introduzione della "ID Card" (un nuovo e sofisticato documento d’identità) con lo scopo di proteggere la popolazione dalla minaccia terroristica. E Tennant, a fronte di questa iperrealtà da Big Brother, manifesta tutto il suo dissenso con l’emblematico "If you've done nothing wrong you've got nothing to fear", con cui prende definitivamente le distanze dal Labour Party che per anni ha goduto del suo mai celato sostegno.

Tornando ai contenuti musicali, possiamo ben dire che le tre canzoni di cui sopra si rivelano anche fra le più efficaci. D’altro canto, i Pet Shop Boys di "Fundamental" sonnecchiano saporitamente quando galleggiano in mezzo al gruppo, abbozzando logore romanticherie con lo scopo di farci metter mano ai fazzoletti: stiamo parlando di "Luna Park", di "Indefinite Leave To Remain", della stucchevole "Casanova In Hell" e dell’emblematica "I Made My Excuses & Left", che attacca con un intro sublime piombando poi in fondo a un barattolo di miele dal quale non uscirà più. E’ proprio in questi passaggi che ci sono tutti i limiti dell’album, che però si riscatta alla grande quando la strada s’inerpica sulle insidiose salite dei brani più movimentati. Il guizzo dei campioni, in grado di lasciare sul posto anche i concorrenti più giovani e agguerriti, è tutto nella contagiosa "Sodom & Gomorrah Show", smaccato tributo horniano alla sua mai dimenticata creatura Frankie Goes To Hollywood, in "Minimal", che pare concepita grazie all’illuminata consulenza dei Daft Punk di "Discovery", nel midtempo di "Twentieth Century", nonché nel già citato trittico "Psychological", "Sodom & Gomorrah Show" e "I'm With Stupid".

Che dire di un disco in cui una parte delle composizioni si attesta su livelli d’eccellenza, mentre la restante ci scivola addosso senza lasciar traccia alcuna? Sospesi tra esaltazione e sbadigli, pensiamo che sia pur sempre un bell’accontentarsi.

Nota: l’edizione limitata è corredata da un cd bonus che contiene otto canzoni: "Fugitive" (Richard X Extended Mix), "Sodom" (Trentmoller Mix), "Psychological" (Alter Ego Remix), "Flamboyant" (Michael Mayer Mix), "I'm With Stupid" (Melnyk Heavy Petting Mix), "In Private" (Stuart Crichton Club Mix), "Minimal" (Lobe Remix), "Gomorrah" (Dettinger Remix).




permalink | inviato da il 3/6/2006 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

30 maggio 2006

Recensione Fundamental

Sul sito Musica e Dischi vi è una recensione su Fundamental di Antonio Orlando.

Già anticipato da giudizi entusiastici della critica britannica, il nuovo album dei PSB è uno di quegli esempi di suono perfetto e immutabile che cavalca il piacere e scavalca i tempi. Non una rarità, certo, ma nemmeno una dote comune visto che per raggiungere questo risultato bisogna essere dotati di sensibilità e – soprattutto – personalità. Neil Tennant e Chris Lowe, formano una premiata ditta di melodie sempre coerenti con le precedenti tanto da poter dettare i tempi dell’attualità e non essere costrette a fare i conti con quello che passa il mercato. “Fundamental” è un album di dance-pop come i PSB ne hanno sempre fatti, e l’effetto di particolare gradevolezza e magnificenza è dato da quella straordinaria capacità che hanno di intercettare i momenti giusti per esserci e/o apparire: dopo il successo dei Depeche Mode e dopo l’album di Madonna che ha rispolverato certi suoni anni ’80 (e loro hanno ringraziato con il remix di “Sorry”). Tutta scena quindi? No, assolutamente no. “Fundamental” è davvero un bel Cd con il suo procedere variegato al quale non manca nulla, compreso l’arrangiamento orchestrale più ambizioso (Numb), anche se i brani più divertenti sono quelli in puro PSB- Style come l’inno The Sodom And Gomorrah Show. Trevor Horn, chiamato come produttore, ci ha messo alcuni dei suoi spericolati effetti sonori che tutto sommato non disturbano e vengono bene assimilati dal Cd. Bellissima la lunare Luna Park

Qui si possono ascotare (un pezzetto)  tutte le tracce dell'album!!




permalink | inviato da il 30/5/2006 alle 11:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

7 aprile 2006

Ascolta il nuovo singolo

E' possibile ascoltare il nuovo singolo dei Pet Shop Boys:Clicca qui!!
Fatemi sapere cosa ne pensate!!
Intanto Radio Capital e RTL l'hanno già inserito nella playlist

QUI il testo che avevo già pubblicato e tradotto precedentemente.

E queste sono le cover:

Il singolo in uscita l'8 maggio,anche in DVD



L'album in uscita il 19 maggio


Il nuovo album, "Fundamental", sarà pubblicato in Italia il 19 Maggio su CD e vinile. Ci sarà anche una edizione limitata speciale con un bonus CD (intitolato "Fundamentalism") che contiene 6 remix e 2 nuove tracce. Questa è la tracklist:

1. Fugitive (Richard X extended mix)
2. Sodom (Trentmoller remix)
3. Psychological (Alter Ego remix)
4. Flamboyant (Michael Mayer remix)
5. I'm with Stupid (Melnyk mix)
6. In private (Stuart Crichton club mix)
7. Minimal (Lobe remix)
8. Gomorrah (Dettinger remix)

"Fugitive" è stata scritta in origine all'inizio dello scorso anno ed è stata ora completata insieme a Richard X. "In private" è la versione dei Pet Shop Boys della hit che scrissero e produssero per Dusty Springfield nel 1989. Nella nuova versione ci sono parti vocali di Neil Tennant e di Elton John.
In autunno partirà il tour mondiale.






permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

29 marzo 2006

I'm with stupid,il testo

Il nuovo singolo dei Pet shop Boys è "I'm with stupid".Sarà pubblicato l'8 Maggio in tre formati : CD, DVD e picture disc 7" in vinile.
 Il DVD includerà il video di "I'm with Stupid", in cui ci sarà la partecipazione di David Walliams e Matt Lucas.
Il cd single conterrà la bonus track "The resurrectionist" mentre il 7" la b-side "Girls don't cry".

Il nuovo album, "Fundamental",sarà pubblicato il 22 Maggio su CD e vinile.
 Ci sarà anche una edizione limitata speciale con un bonus CD (intitolato "Fundamentalism")
di dance tracks e mixes. In autunno partirà il tour mondiale.

Pet Shop Boys (sito Ufficiale)




Qui vi riporto il testo  della canzone con la relativa traduzione,
per la quale ringrazio
Marghe.

I'm with stupid

Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid

See you on the TV
Call you every day
Fly across the ocean
Just to let you get your way
No one understands me
Where I'm coming from
Why would I be with someone
who's obviously so dumb?
Love comes
Love grows
every time you rise to meet me
take my hand to greet me
Love comes
Love grows
and power can give a man
much more than anybody knows

Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid

Before we ever met
I thought like everybody did
you were just a moron
a billion-dollar kid
You flew up all the way
like a hawk chasing a dove
I never thought that I would be
a sacrifice in love
It comes
It grows
and now we're tied together
everybody knows

Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid

Is stupid really stupid
or a different kind of smart?
Do we really have a relationship
so special in your heart?

Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid

I have to ask myself
like any lover might:
Have you made a fool of me?
Are you not Mr Right?
You grin
I pose
It's not about sincerity
Everybody knows

Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid
Oh-oh, I'm with Stupid

Is stupid really stupid
or a different kind of smart?
That's how you stole my heart
I'm with Stupid

Sto con uno stupido

Oh oh sto con uno stupido
Oh oh sto con uno stupido

 Ti vedo in TV
 Ti chiamo ogni giorno
 (Volo)Attraverso gli oceani Solo per permetterti
 di raggiungere la tua strada
 Nessuno mi capisce
 Da dove sto venendo
 Perché dovrei stare con qualcuno
 che è così palesemente stupido?
 L’amore viene
 L’amore cresce
 Ogni volta che ti alzi per venirmi incontro
 Mi prendi le mani per ricevermi
 L’amore viene
 L’amore cresce
 E il potere può dare ad un uomo
 Molto di più di quanto uno immagini

oh-oh sto con uno stupido
oh-oh,sto con uno stupido
oh-oh,sto con uno stupido
oh-oh,sto con uno stupido

 Prima che ci incontrassimo
 Io pensavo come tutti
 Che fossi  solo un  deficiente
 Un ragazzo miliardario
 Tu volavi su tutta la strada
 Come un’aquila che insegue
 un piccione
Non avrei mai pensato
di sacrificarmi per amore
 Viene
 Cresce
 Ed ora  noi siamo legati
Lo sanno tutti

   oh-oh,sto con uno stupido
 oh-oh,sto con uno stupido
oh-oh,sto con uno stupido
oh-oh,sto con uno stupido

E’ stupido realmente stupido
 O un modo diverso di essere furbi?
 Abbiamo un rapporto veramente
così speciale nel tuo cuore?

Oh-oh, sto con uno stupido
Oh-oh, sto con uno stupido

Devo chiederlo a me stesso
 Come farebbe qualsiasi amante:
 mi hai fatto diventare stupido?
Non sei Mr Right?tu ridi
Io sono perplesso
non è per la sincerità
Lo sanno tutti

Oh-oh, sto con uno stupido
Oh-oh, sto con uno stupido
Oh-oh, sto con uno stupido
Oh-oh, sto con uno stupido

E’ stupido realmente stupido
 o un modo diverso di essere furbi
 E’ così che mi rubi il cuore
 Sto con uno stupido




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10 marzo 2006

Pet Shop Boys,il primo singolo l'8 maggio

I
Pet Shop Boys
hanno sempre supportato le iniziative del primo ministro Tony Blair e Neil Tennant ha partecipato anche con centinaia di sterline alla fine degli anni '90 per finanziare il progetto del New Labour. Ciò almeno fino a quando Blair non si è dimostrato a favore delle ID cards che tanto stanno facendo discutere l'opinione pubblica nel Regno Unito. I ministri sostengono che tutti coloro che possiedono un passaporto devono avere anche un' IDentity card ed essere registrati su un database. L'opposizione sostiene che la gente dovrebbe potere avere libertà di scelta. I Conservatori e i Liberaldemocratici nell'House of Lords dicono che continueranno ad opporsi ai piani sull'identity card nonostante le loro prime obiezioni siano state respinte. I Pet Shop Boys pensano che le ID CARDS non siano un modo efficiente per combattere il terrorismo e bisognerebbe aumentare la libertà della gente piuttosto che limitarla. Questo atteggiamento ha irritato Neil e Chris a tal punto che hanno dedicato all'argomento la canzone "Integral" che fa parte dell'album di prossima uscita "Fundamental". Sono anche stati ispirati a scrivere riguardo al rapporto tra il presidente americano G.W. Bush e lo stesso Blair in una canzone, "I'm With Stupid
" che sarà il primo singolo estratto dal nuovo album e che uscirà l'8 maggio 2006. Molte canzoni riguardano il clima di paura che è esploso in modo che la gente possa spingere contro le ID cards.



La tracklist dell'album "Fundamental"  che uscirà il 22 maggio

01. Psychological
02. The Sodom and Gomorrah Show
03. I made my excuses and left
04. Minimal
05. Numb
06. God willing
07. Luna Park
08. I'm with Stupid
09. Casanova in Hell
10. Twentieth Century
11. Indefinite leave to remain
12. Integral


 




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3 marzo 2006

It Always comes as a surprise


Una delle più belle canzono dei Pet Shop Boys nell'era degli anni 90,tratta da Bilingual,
una sonorità latina,dolcissima,romantica:Tra le mie preferite.Qui trovate il testo e la
traduzione:se non la conoscete cercatela da qc parte,vi assicuro che è un gioiello!!



IT IT ALWAYS COMES AS A SURPRISE

I can't be cool, or nonchalant
Call me an impulsive fool, you're all I want
You may be right, it's too much too soon
To talk of love all night in your bedroom

I don't know why it always comes as a surprise
To find I'm here with you
You smile, and I am rubbing my eyes
At a dream come true

I won't play games or waste your time
But I won't feel ashamed to speak my mind
So just relax, don't question why
For calculated facts will not apply

I don't know why it always comes as a surprise
To find I'm here with you
You smile, and I am rubbing my eyes
At a dream come true

In my life, there've been few
Who affected me the way you do (you do)
You do (you do)

I'll tell no lies, I won't pretend
But if you've got a broken heart, I'll help it mend

I don't know why it always comes as a surprise
To find I'm here with you
You smile, and I am rubbing my eyes
At a dream come true
Smile, and I am rubbing my eyes
At a dream come true

E' SEMPRE UNA SORPRESA
        
Non posso essere freddo o rilassato
Chiamami stupido impulsivo
Sei tutto ciò che voglio
Forse hai ragione,
E' troppo presto
Per parlare d'amore tutta notte
Nella tua camera

Non so perchè
E' sempre una sorpresa
Ritrovarmi qui con te
Sorridi e mi stropiccio gli occhi
Ad un sogno avveratosi
        
Non ti prenderò in giro
Ne ti farò perdere tempo
Ma non mi vergognerò
Di dirti ciò che penso
Perciò rilassati, non chiedere il motivo
Poiche mosse calcolate non ce ne saranno
        
Non so perchè
E' sempre una sorpresa
Ritrovarmi qui con te
Sorridi e mi stropiccio gli occhi
Ad un sogno avveratosi
        
Nella mia vita, pochi mi hanno dato le
stesse sensazioni
(come te come te)
Non mentirò,
Non fingerò
Ma se il tuo cuore è a pezzi
Ti aiuterò a ricucirlo
        
Non so perchè
E' sempre una sorpresa
Ritrovarmi qui con te
Sorridi e mi stropiccio gli occhi
Ad un sogno avveratosi
Sorridi e mi stropiccio gli occhi
Ad un sogno avveratosi





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18 febbraio 2006

Il nuovo dei Pet Shop Boys il 22 maggio











Purtroppo la EMI ha deciso di rimandare la data di uscita di FUNDAMENTAL al 22 Maggio. Intanto Neil e Chris questa settimana sono in studio per completare la registrazione di due bonus tracks "The resurrectionist" e "Girls don't cry"che saranno pubblicate sui prossimi cd singles.




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29 gennaio 2006

Pet Shop Boys,nuovo album!!

L'album è stato prodotto da Trevor Horn ed include 10 nuove canzoni del duo Tennant/Lowe, una breve introduzione (anche questa scritta da Neil e Chris) e "Numb", una canzone di Diane Warren, in origine registrata per la compilation "PopArt" nel 2003.

Neil e Chris hanno iniziato a scrivere canzoni per l'album a Gennaio ed hanno iniziato a registrare con Trevor Horn a Maggio. Chris Lowe ha commentato: "Ci siamo davvero divertiti a fare quest'album con Trevor ed il suo team e siamo molto felici del risultato ottenuto." Neil Tennant ha aggiunto: "Pensiamo che sia un ottimo album dei Pet Shop Boys ed anche un grande disco di Trevor Horn ."

L'album uscirà il 17 Aprile del 2006 in tutto il mondo.


Questi sono i titoli dell tracce del nuovo album "FUNDAMENTAL" anche se l'ordine in cui sono riportate potrebbe cambiare dal momento che Neil e Chris lo stanno ancora studiando:il primo singolo estratto dovrebbe essere "Minimal"

1. God willing
2. Minimal
3. The Sodom and Gomorrah Show
4. I'm with Stupid
5. Psychological
6. I made my excuses and left
7. Integral
8. Numb
9. Luna Park
10. Casanova in Hell
11. Twentieth Century
12. Indefinite leave to remain

non vedo l'ora che esca!!!!




permalink | inviato da il 29/1/2006 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

28 gennaio 2006

Pet Shop Boys,i maestri dell'elettro-pop

La colonna sonora originale della mia vita sono loro,i Pet Shop Boys.
Vi posto quest'ottima recensione di Stefano Aicardi (
http://www.ondarock.it) che inquadra bene il duo pop-elettronico inglese.

Autori di gioiellini (synth)pop memorabili, portabandiera della "dance intelligente" degli anni Ottanta, i britannici Pet Shop Boys celano dietro l'apparente leggerezza e ottimismo delle loro canzoni, uno sguardo lucido e ironico sulla società postmoderna




"Siamo stati spesso accusati di scrivere canzoni 'malinconiche':… ingannevolmente ottimiste è forse una definizione più accurata". Le parole di Neil Tennant (Newcastle, 10-7-1954), contenute nelle note all'antologia Discography (1991), riassumono lo spirito di un progetto che nella sua sottile " testardaggine" va avanti da quasi 25 anni- dall'agosto del 1981, quando Tennant, giovane firma di Smash Hits, incontra in un negozio di elettronica londinese lo studente di architettura Chris Lowe (Blackpool, 4-10-1959). Tennant è un sostenitore di
David Bowie e del glam-rock, mentre Lowe ha interessi più vicini agli ultimi fuochi della disco; il loro punto d'incontro sono i dischi prodotti da una figura di culto dell'underground elettronico americano, Bobby "O" Orlando, che al tempo inondava letteralmente il mercato con produzioni disco-punk e gruppi prestanome come The Flirts (arriverà anche a produrre alcuni 45 giri di Divine, il transessuale reso famoso dai film di John Waters). Grazie al proprio lavoro Tennant riesce nel 1983 a incontrare Orlando, che si mostra interessato ai demo embrionali di futuri pezzi storici come "Opportunities".

Tra il 1983 e il 1985, Tennant e Lowe producono una gran quantità di demo che saranno alla base di tutta la loro produzione futura, e pubblicano il singolo "One More Chance" e una prima versione, un po' rozza, di "West End Girls", con un discreto successo in Europa che accresce le loro ambizioni. Insoddisfatti delle precarie condizioni di lavoro con Orlando, che secondo Tennant "non possedeva neanche una drum-machine", suscitano l'interesse della Emi e del produttore Stephen Hague, che rielabora "West End Girls" e produce il loro primo album, Please (1986). "West End Girls" è un debutto memorabile che stabilisce il canone della loro scrittura, fatta di sezioni fluide che ricordano a tratti i
Pink Floyd di "Wish You Were Here", di un equilibrio geniale tra minimalismo e "wall of sound" spectoriano. Il brano si apre e si chiude con una sovrapposizione in crescendo di bordoni di synth; il sample di passi e voci sfocia senza soluzione di continuità nel ritmo della drum-machine, e i sintetizzatori, quasi arrivati alla fine del loro percorso, lasciano spazio a una linea di basso efficacemente definita "bouncy", gommosa, e all'alternarsi di due soli accordi che costituiscono il nucleo della canzone. Il testo della canzone accosta immagini minacciose all'idea di un ricordo storico, alla visione di Londra come cuore di un potenziale rivoluzionario inteso come desiderio e autoconvincimento illusorio e volontà di comunicazione; i personaggi dei testi di Neil Tennant nascono e muoiono nel giro di una canzone e nel frattempo sono alla ricerca di una comunicazione ossessiva con l'ascoltatore. La vocalità pop e rap, la sua enfasi, viene nella stessa misura triturata ed esaltata. "West End Girls" è il primo brano rap cantato da un bianco non americano a raggiungere il n. 1 in America

L'interlocutoria "Love Comes Quickly", ricca di melodia, lascia spazio nella seconda metà del 1986 a due singoli più importanti nella definizione della poetica del duo: la citata "Opportunities" si apre con delicatezze ritmiche in stile Jarre, per trasformarsi repentinamente in un saggio di ritmi elettronici aspri e incalzanti, che però non ostacolano il progredire perfettamente pop della canzone: il sapore è quello di un discorso e di un incontro con personaggi che vanno verso il nulla ma mentre ci incontrano ci rivolgono veri e propri discorsi, in un modo solo apparentemente intenso, lineare, convincente. Il testo è infatti un ritratto perfettamente ironico della generazione yuppie, un'antifrasi che non tutti hanno colto come tale e che ha contribuito a cementare l'immagine dei Pet Shop Boys come simboli dell'edonismo reaganiano: il ritornello "I've got the brains/ You've got the looks/ let's make lots of money" esplode quasi con arroganza, i synth suonano quasi come un fischiettare sarcastico, le parti vocali sono particolarmente sinuose e su tutto emerge la tipica struttura melodica dei Pet Shop Boys, che nella massima parte dei pezzi scrivono utilizzando delle proprie ascese musicali e numerosi arpeggi in crescendo che però al momento del massimo sviluppo si interrompono brutalmente.

La lunga "Suburbia" porta all'estremo la formula del periodo aggiungendo per la prima volta i fiati, sia veri che sintetici, che col passare del tempo diventeranno sempre più importanti, e rafforza l'enorme successo commerciale che conduce al secondo Lp, Actually (1987): più pop e leggermente meno elettronico, è un album piuttosto diseguale e non del tutto maturo, anche se arrangiamenti e spazi orchestrali hanno uno spazio assai maggiore che nel debutto. Il brano che traina il disco è sicuramente l'esplosiva "It's A Sin", violenta satira anticattolica ("everything I've ever done/ everything I ever do/ every place I've ever been/ everywhere I'm going to/ it's a sin"), nella quale i synth riproducono le sonorità di cori e organi, ma anche i suoni di potenziali fiammate infernali, trasformate in un in uno sberleffo apocalittico e patetico. I "beat" suonano come degli schiaffi, ma anche come un invito (implicito) a non prendere sul serio il tutto. Il brano si apre con un sample della Nasa e si chiude con la lettura di un "mea culpa".

Actually genera altri singoli di successo come le più leggere "What Have I Done To Deserve This?" (duetto con Dusty Springfield) e "Heart", ma soprattutto lancia la cadenzata, riuscitissima "Rent", una "canzone d'amore mercenario" musicalmente vicina ai
Kraftwerk di "The Model", e passata alla storia per uno dei refrain più geniali di tutta la storia del pop: "I love you/ you pay my rent". La vena di critica sociale si riflette lungo tutto l'album, culminando nei salti d'umore e nel sarcasmo verso il pop di "Hit Music", che si apre in puro stile Stock-Aitken-Waterman per rallentare il ritmo a ogni strofa fino a una chiusura alla Terry Riley, e nella cupa "King's Cross", uno dei primi esempi di "anthem song" del duo, che prende ispirazione da una delle più malfamate stazioni ferroviare londinesi (pochi mesi dopo l'uscita dell'album e di uno sfortunato film sperimentale a esso collegato, "It Couldn't Happen Here", nel quale la canzone era accompagnata dalle immagini di un uomo in fiamme-un altro richiamo floydiano?-, la stazione, con le sue strutture ancora in legno, prese effettivamente fuoco causando la morte di diverse persone). Ma il duo trova anche spazi di divertimento: un gusto surrealista per gli accostamenti emerge alla fine del 1987 con una stravolta cover di un brano di Elvis Presley, "Always On My Mind", preso di mira da gustose linee di sequencer e da un riff che è ormai distintivo del gruppo.

L'ispirazione del duo è ai massimi livelli, ma quello che passa alla storia è soprattutto l'intelligenza con cui Tennant e Lowe rileggono il proprio tempo e l'esplosione della cultura postmoderna come se fossero già proiettati negli anni 90. Nei video non fanno altro che camminare per strada a testa bassa, con aria indifferente. Rifiutano sostanzialmente le luci della ribalta, eppure sono onnipresenti nei media; Tennant veste in giacca e cravatta, ma scrive pezzi sui paninari e satire su Margaret Thatcher ("compri e vendi la nostra storia, non è difficile/ consulti la City poi cambi la legge/ tutto è in vendita, l'ho sentito alla Camera dei comuni/ stiamo comprando, stiamo c-o-m-p-r-a-n-d-o", in "Shopping"). Le citazioni talvolta affettate di Satie, Brecht, Beckett, Shostakovich sono controbilanciate dai ritmi energici ma impassibili di Lowe. L'impressione è che Tennant e Lowe abbiano preso le redini dell'estetica robotica di Gary Numan e dei Kraftwerk, icone che proprio allora cominciano a entrare in crisi creativa, rileggendola dal profondo, in modo estremamente brillante.
I detrattori del gruppo li hanno sempre accusati di scarso impegno creativo, di contraddizioni ideologiche, e di voler mascherare intenti commerciali dietro pretese di artisticità a tutti i costi; la risposta del duo è stata spesso, con tipica ironia, "siamo sempre stati inconsistenti, a ogni modo".


Nell'estate 1988 esce Introspective, uno dei capolavori elettronici del duo, 50 minuti di contaminazione tra le radici disco e la marea montante dell'acid-house prodotti da Trevor Horn, mente degli Art of Noise: "Left To My Own Devices", "I'm Not Scared" (portata al successo anche dagli Eight Wonder di Patsy Kensit) e soprattutto l'esaltante "It's Alright" sono dei tour de force produttivi senza un solo rallentamento, dove ogni battito è calcolatissimo senza esserlo, e Tennant parla di solitudine, tempeste, chihuahua e rivoluzioni in arrivo, tra gli incessanti bordoni del fairlight di Lowe e trascinanti crescendo orchestrali , in un'atmosfera quasi estiva, insolitamente gioiosa e ottimista per il gruppo. La dance si fa pop come mai prima, anche quando i brani superano i 10 minuti di durata: l'apparente contraddizione tra il crescente intimismo dei testi e le orchestrazioni gioiose di Lowe è il loro punto di forza, e consente di trasformare ogni brano in un vero e proprio slogan rituale. "Left To My Own Devices", in particolare, è esemplare della fase "epica" del gruppo: il divertimento in studio traspare soprattutto dal passaggio quasi kubrickiano tra la sezione iniziale, orchestra e pianoforti che imitano lo stile cromatico di Debussy e una cantante d'opera che ripete la parola "house", e la trascinante parte centrale in cui Lowe alterna due-accordi-due e Tennant accosta immagini volutamente teatrali e camp come "Che Guevara and Debussy to a disco beat". Qui Tennant e Lowe costruiscono la loro "A Day In The Life" elettronica, senza risparmio di mezzi, lasciando che i brani si succedano l'uno all'altro come in una suite pop non diversa dalla crescita di ambizioni sperimentata da gruppi come i Tears For Fears.

Nel 1989 scrivono e producono un album per Liza Minnelli intitolato "Results", nel quale la forza compositiva del gruppo non sempre compensa le occasionali cadute nel ridicolo dovute all'enfasi interpretativa della Minnelli; più riuscito è il lavoro con l'interprete soul degli anni 60 Dusty Springfield ("Son Of A Preacher Man") per il suo Lp "Reputation", dello stesso anno.
Nello stesso tempo gli iperattivi Tennant e Lowe preparano un tour diretto dal regista di "Caravaggio", Derek Jarman, e scrivono senza sosta: Behaviour, registrato tra la Scozia, Londra e Monaco, posti non propriamente gioiosi, sarà molto più pacato, riflettendo soprattutto la fine del loro decennio d'oro e l'apertura di una fase che dal puro electropop degli esordi richiede ora una maturazione musicale e ritmi più complessi. Al disco lavorano figure del calibro di
Johnny Marr (col quale i Pet Shop Boys collaboreranno anche nell'avventura degli Electronic), Harold Faltermeyer e Alexander Balanescu. Compaiono timidamente le prime chitarre, ma il loro uso, ridotto ai minimi termini, ha il sapore di una dichiarazione di intenti. I testi del periodo sono infatti soprattutto riflessioni sul mondo del rock, un mondo che Tennant conosce per i suoi trascorsi nella stampa musicale, e che non perde occasione per distinguere (ma non troppo) da quello del pop. "How Can You Expect To Be Taken Seriously?", col relativo video, si prende gioco delle rockstar impegnate a salvare le foreste con concerti via satellite, come Sting e Bono. Gli U2 sono ancora presi di mira l'anno successivo con una perfida cover di "Where The Streets Have No Name", trasformata in un incrocio tra i Talking Heads e Moroder, e che sfocia nell'inno disco "Can't Take My Eyes Off You". (E' diventata celebre la risposta di Bono: "What have we done to deserve this?"). Tra accenni al funk e ballate per pianoforte, l'atmosfera del disco è plumbea, rotta solo da isolati episodi molto moroderiani come "So Hard". Behaviour è come una cortina fumogena nella quale non c' è più bisogno di vedere le cose ma di sentirle; il piano quasi soppianta le tastiere e i falsetti prendono il posto dei vocoder. Il capolavoro dell'album è senza dubbio la superba "Being Boring", rilettura di "West End Girls" che in qualche modo apre la strada verso i Pet Shop Boys degli anni 90, decisamente meno freddi e più diretti negli intenti, pur nel mantenimento della formula di base. In una struttura circolare nella quale fanno capolino chitarre dai suoni pesantemente riverberati, l'uso del piano elettrico e di sintetizzatori di prima generazione crea un suono vicino agli anni 70 che avvolge alla perfezione una melodia di una bellezza estrema e si accompagna al solito percorso a tappe autobiografico, basato stavolta su una citazione di Zelda Fitzgerald: "She refused to be bored chiefly because she was never boring. She was concious that the things she did were the things she'd always wanted to do". E' l'inizio dei Pet Shop Boys retrospettivi e con uno spazio crescente riservato nei testi alla sessualità e allo spettro dell'Aids, evidente in liriche come "I never dreamt/ that I would get to be/ the creature that/ I always meant to be/ but I thought/ In spite of dreams/ you'd be sitting somewhere here with me". Una delle migliori canzoni sull'amicizia mai scritte, come una "Bridge Over Troubled Water" riletta attraverso il filtro di "Song For Guy" di Elton John.

Il 1991 è l'anno di un tour mondiale chiamato "Performance" che crea ammirazione e polemiche soprattutto negli Usa: tipicamente, in scena non c'è nessun musicista, ma scenografie spettacolari, ambientazioni teatrali, ballerini e travestimenti surreali e talvolta oltraggiosi, per la regia di David Alden, controverso esponente dell'English National Opera. Dopo una pausa che alimenta voci di divisioni interne,i Pet Shop Boys ritornano nel 1993 con quello che in retrospettiva è il loro canto del cigno: si chiama Very, viene trascinato dalla famigerata cover di "Go West" dei Village People, che ritorna alle atmosfere solo apparentemente spensierate di Actually. Identificati fino a quel momento da un naturalismo anti-anni Ottanta, nel momento in cui il naturalismo grunge emerge anche nello stile, i Pet Shop Boys si reinventano opponendosi radicalmente a esso: video e copertine vedono ora Tennant e Lowe alle prese con video vicini a quelli di Peter Gabriel e costumi bizzarri, cappelli a punta e tute plastificate che in qualche modo li avvicinano ai Devo. La musica non presenta sostanziali innovazioni, se non per il fatto che la leggerezza delle ritmiche anni 90 imposte come standard dai Depeche Mode di "Violator" non viene di fatto seguita da Tennant e Lowe, che proseguono il loro cammino tornando a un suono molto stratificato e non troppo lontano da quello del decennio precedente. Nel disco spiccano soprattutto le complesse "Can You Forgive Her?" (titolo preso in prestito dal romanzo dello scrittore Anthony Trollope) e "Young Offender", ma c'è spazio soprattutto per divertimenti in studio e sarabande dal gusto sixties come "I Wouldn't Normally Do This Kind Of Thing" e "One And One Make Five", con grande spazio per cori e armonie stranianti in un nuovo "muro del suono" elettronico, spinto ai limiti della confusione.
In omaggio alle prime copie di Very, appare un Ep intitolato Relentless, quasi completamente opera di Lowe, contenente vari strumentali che segnano il passaggio dalla house di fine anni 80 a una techno un po' più pesante e frammentaria. Una preziosa retrospettiva su b-sides e outtakes sparse intitolata Alternative esce nell'agosto 1995 e apre una prospettiva diversa sul gruppo, dando spazio soprattutto a episodi piuttosto oscuri e spesso ispirati all'eros, come "A Man Could Get Arrested", la psichedelica "The Sound Of The Atom Splitting" (derivata dal film di Derek Jarman "The Last Of England") e soprattutto la vorticosa "We All Feel Better In The Dark", registrato nel 1990 e dal quale verosimilmente hanno attinto
Madonna e Lenny Kravitz per la loro "Justify My Love".


I dischi successivi, ovvero il pasticciato Bilingual (1996), con influenze latine e di world-music ("Red Letter Day" clona "Go West" utilizzando il coro di stato russo, la bella "Comes As A Surprise" fa incontrare Grace Jones e Astrud Gilberto, la mini-suite "Discoteca/Single" dà la loro visione personale della jungle) e Nightlife (1999), quest'ultimo contenente "New York City Boy", scintillante pastiche dei Village People, convincono poco, riproponendo (anche nei video) la formula di Very, ma senza l'effetto sorpresa, e con una certa stanchezza soprattutto a livello melodico

Sempre meno interessati al principio dell'"album" in sé, i due lord guardano altrove: nel 2001 portano in scena un musical scritto con Jonathan Harvey, "Closer To Heaven", su tematiche omosessuali, accolto male dalla critica, ma con un buon successo di pubblico.
Release (2002) è il miglior album dai tempi di Behaviour, il primo vero tentativo di distacco da un electropop che ormai li riconosce come maestri, ma nel quale forse loro non si riconoscono più completamente. Il ritorno di
Johnny Marr spinge l'album in una direzione acustica: mai così tante chitarre, ritmi pacati, (a volte) persino una vera sezione di basso e batteria. Il ritorno a una vena melodica brillante lo si vede nel singolo "Home And Dry" e in brani insolitamente delicati come "E-Mail", "Birthday Boy" (dai vaghi echi di Nick Drake) e "The Night I Fell In Love" (nel quale si immagina che Eminem sia gay) e "You Choose", vicina ai Simply Red.

La condizione attuale dei Pet Shop Boys è in qualche modo figlia della loro ambiguità: icone seconde solo a Bowie e a Madonna nell'arte di reinventarsi e di dividere il pubblico, diventate tali rifiutando costantemente di esserlo, ugualmente interessati e ironici verso le critiche feroci che suscitano e verso il pubblico a loro favorevole. Nel "trittico delle meraviglie" elettroniche originatosi negli anni 80, insieme a Depeche Mode e New Order, i Pet Shop Boys occupano una posizione solo apparentemente più defilata, consolidata nel tempo da un sodalizio umano molto forte, da capacità melodiche e produttive spesso superiori a quelle delle altre band del genere, oltre che da numerosissime collaborazioni (Blur, Liza Minnelli, Dusty Springfield, David Bowie, Tina Turner, Electronic, Suede, Rammstein, ma anche cineasti e registi teatrali come Neil Jordan, Derek Jarman, David Alden e Gus Van Sant), da un potenziale multimediale cresciuto nel tempo (il loro ultimo progetto è una nuova colonna sonora per il classico del cinema muto "La Corazzata Potemkin" di Eisenstein) e soprattutto da un'appartenenza al postmoderno che diventa occasione per deridere il postmoderno stesso, in una circolarità infinita e godibilissima: non a caso la loro ultima antologia, contenente due discreti inediti ("Miracles" e la sarcastica "Flamboyant") è divisa in due cd intitolati "Pop" e "Art".






permalink | inviato da il 28/1/2006 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


 

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